Come leggere la busta paga

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Come leggere la busta paga

Come leggere la busta paga

Come leggere la busta paga

 

Tutti i lavoratori dipendenti si trovano spesso in difficoltà di fronte alla busta paga che ricevono mensilmente dall’azienda presso cui lavorano. Come consulenti del lavoro Napoli vogliamo spiegare a chi leggerà questo articolo tutti i dettagli di questo documento contabile, per rendere meno difficile la comprensione di questa grande quantità di numeri e dati e per comprendere a pieno come leggere la busta paga.

 

Cosa si intende con busta paga

 

Partiamo dal principio e rispondiamo alla domanda fondamentale e più semplice:

cosa si intende con busta paga?

 

Prima di capire come leggere la busta paga è, infatti, fondamentale avere le idee chiare sulla funzione di questo documento. Come consulenti del lavoro Napoli negli anni abbiamo lavorato con tantissime aziende nell’ambito dell’elaborazione buste paga e conosciamo le difficoltà dei dipendenti nel comprendere in modo chiaro questo documento contabile.

 

La busta paga è un documento contabile in cui vengono riportati tutti gli elementi relativi al rapporto di lavoro, con particolare riferimento a quelli che determinano la retribuzione netta del lavoratore che la riceve.

 

Va precisato che la normativa vigente non prevede un modello specifico, demandando all’organizzazione aziendale l’individuazione della forma più idonea.

 

Alcuni elementi devono essere però obbligatoriamente presenti. In particolare, la busta paga deve sempre contenere: tutti gli elementi che compongono la retribuzione, i dati identificativi del datore di lavoro e del lavoratore e le singole trattenute operate.

 

Per capire meglio come leggere la busta paga, risulta opportuno analizzare le differenti sezioni che la compongono:

  • Elementi identificativi delle parti
  • Composizione della retribuzione
  • Corpo della busta paga
  • Determinazione delle trattenute
  • Contatori Statistici
  • Calendario delle presenze

 

Elementi della busta paga: quali sono

 

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Come anticipato nel paragrafo precedente, per capire come leggere la busta paga in modo corretto è fondamentale sapere quali sono gli elementi della busta paga. La nostra pluriennale esperienza come consulenti del lavoro Napoli ci permette sempre di ottimizzare tutti i processi di amministrazione del personale e di rendere il rapporto tra datore di lavoro e dipendente chiaro e trasparente.

 

Ecco quali sono gli elementi della busta paga:

 

– Elementi identificativi delle parti:

Si tratta della sezione in cui vengono riportati i dati identificativi sia del datore di lavoro che del lavoratore.

 

– Composizione della retribuzione

 

Tra gli elementi della busta paga sono fondamentali quelli che permettono di comprendere la composizione della retribuzione. La retribuzione spettante al lavoratore viene generalmente stabilita dal CCNL (Contratto collettivo nazionale) che, in funzione del livello retributivo e della mansione, ne stabilisce l’ammontare.

Corrisposta a cadenza periodica (di norma mensilmente), è normalmente composta da elementi ordinari e da elementi aggiuntivi.

 

Quali sono gli elementi ordinari della retribuzione?

  • il minimo tabellare o contrattuale (la cosiddetta “paga base”)
  • l’ex indennità di contingenza
  • l’elemento distinto della retribuzione (E.D.R.)
  • il superminimo collettivo o III elemento
  • gli scatti di anzianità
  • i superminimi individuali
  • le indennità di funzione gli elementi derivanti dalla contrattazione decentrata o di II secondo livello

Quali sono gli elementi aggiuntivi della retribuzione?

  • le indennità di cassa o di maneggio denaro
  • le indennità di trasporto
  • le indennità di mensa
  • l’indennità di vacanza contrattuale

Sono previste, inoltre, voci retributive indirette maturate con cadenza annuale. Tra queste rientrano:

  • la tredicesima mensilità,  la cosiddetta “gratifica natalizia”
  • la quattordicesima mensilità, “il premio ferie”
  • elementi perequativi (es. CCNL Industria Metalmeccanica)
  • premi di produttività e/o di risultato

 

Cos’è la retribuzione differita?

Viene definita “retribuzione differita”, quella corrisposta al termine del rapporto di lavoro. Tra le principali voci di retribuzione differita rientrano:

  • il trattamento di fine rapporto
  • l’indennità sostitutiva per le ferie e i permessi maturati e non goduti
  • incentivazioni all’esodo
  • indennità sostitutiva del preavviso.

 

– Corpo della busta paga

 

Cos’è il corpo della busta paga?

Il corpo della busta paga rappresenta il momento di sviluppo e determinazione dell’importo spettante al lavoratore in relazione alla prestazione resa, in giorni oppure in ore.

La retribuzione spettante viene quindi rapportata alla quantità della prestazione resa, tenendo conto anche di elementi che determinano una maggiore prestazione rispetto a quella contrattualizzata, come ad esempio il lavoro straordinario, festivo o notturno.

Concorrono poi alla determinazione delle spettanze anche le assenze “retribuite”, come festività, ferie, permessi, congedi retribuiti, le cui modalità e tempi di fruizione vengono generalmente stabiliti dalla contratto collettivo.

Vale quindi la pena di ricordare che tra le assenze retribuite rientrano anche i cosiddetti “eventi tutelati”, vale a dire quegli eventi nel corso dei quali interviene la tutela dagli Istituti previdenziali ed assicurativi, a sostegno della retribuzione del lavoratore, come accade ad esempio per malattia, maternità e congedi parentali o infortuni.

Nel corpo della busta paga sono, inoltre, contabilizzati anche gli Assegni per il Nucleo Familiare, le indennità di trasferta (o trasfertismo), le eventuali cessioni di stipendio (pignoramenti), nonché eventuali benefit concessi al lavoratore.

Va comunque precisato che a ogni specifico CCNL e a ogni specifica mansione possono corrispondere ulteriori voci retributive, da riportare necessariamente nel prospetto paga.  (es. indennità di cassa, indennità di mensa, indennità di vacanza contrattuale, arretrati, una tantum, ecc.).

 

Trattenute busta paga: cosa sono e come si calcolano

 

Lo scopo della busta paga è quello di certificare il reddito conseguito dal lavoratore in un determinato periodo, nonché le ritenute operate dal datore di lavoro, le quali concorrono alla formazione del cosiddetto “netto in busta”, vale a dire l’importo che il datore di lavoro dovrà corrispondere al lavoratore.

 

Capire la funzione di questo documento contabile è fondamentale per capire come leggere la busta paga.

 

Quali sono le trattenute in busta paga? Le trattenute principali cui è soggetto il lavoratore sono quelle previdenziali e fiscali, che il datore di lavoro trattiene e successivamente versa agli enti preposti.

 

Le somme così ottenute sono dunque sottratte dal totale delle competenze spettanti al lavoratore, determinando così il reddito lordo (cosiddetto imponibile fiscale) sul quale verranno operate le ritenute fiscali. Quest’ultime sono quantificate attraverso un sistema di aliquote IRPEF che varia  in funzione del reddito prodotto dal lavoratore.

Dopo avere calcolato l’imposta lorda si procede alla quantificazione delle “detrazioni d’imposta spettanti” al lavoratore, che rappresentano uno “sconto” erariale, variabile in funzione della capacità reddituale del singolo lavoratore, nonché delle persone eventualmente dichiarate a carico, purché, nell’anno di riferimento, non abbiano prodotto redditi superiori a 2.840,51 euro. Il lavoratore può poi beneficiare di ulteriori detrazioni per eventuali familiari a carico.

Le trattenute previdenziali e fiscali così determinate, vengono portate in diminuzione rispetto al totale lordo delle competenze maturate, determinando così il netto in busta che spetta al lavoratore per la prestazione resa nel periodo di riferimento cui si riferisce la busta paga.

 

– Contatori statistici

 

Cosa sono i contatori statistici nella busta paga? In questa sezione risultano esposti i contatori statistici relativi alla gestione delle ferie, dei ROL (Riduzione Orario di Lavoro), delle ex festività, della banca ore (dove istituita).

 

La maturazione delle ferie, come quella dei permessi retribuiti, è quantificata dal CCNL applicato dall’azienda,  che può regolamentarne anche le modalità di fruizione.  A questo proposito, va precisato che le ferie, a differenza dei permessi retribuiti, rappresentano un diritto irrinunciabile del lavoratore, previsto dall’art. 36 della Costituzione.

 

Salvo diverse disposizioni della contrattazione collettiva, il lavoratore ha diritto a un periodo di riposo di almeno due settimane nell’anno e di ulteriori due settimane nei 18 mesi successivi, che non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro.

 

Le ferie godute dal lavoratore vengono perciò riportate nel corpo della busta paga anche a dimostrazione dell’avvenuto assolvimento del rispetto dei termini di fruizione previsti dalla norma.

 

– Calendario delle presenze

 

Il calendario delle presenze rappresenta un altro elemento obbligatorio: qui devono risultare il numero di ore di lavoro effettuate da ciascun lavoratore subordinato, l’indicazione delle ore di straordinario, delle eventuali assenze dal lavoro, anche non retribuite, delle ferie e dei riposi.

A seconda dell’organizzazione aziendale, può essere elaborato separatamente rispetto alla busta paga; in questo caso, non viene consegnato al dipendente.

Come vedi, capire come leggere la busta paga è meno complesso di quanto si possa pensare. Basta saper orientarsi tra le varie voci che la compongono.

Come consulente del lavoro Napoli so quanto sia importante la compresione di questo documento nei buoni rapporti tra datore di lavoro e dipendente.

Calcolo busta paga del lordo al netto: come farlo

 

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Ora che sai come leggere la busta paga, ti spieghiamo come si effettua il calcolo busta paga dal lordo al netto.

 

Partendo dalla retribuzione lorda (r.l) vanno sottratti i contributi previdenziali (di solito il 9,19%) per ottenere così l’imponibile fiscale.

 

All’imponibile fiscale vanno sottratte le trattenute IRPEF e le eventuali detrazioni di cui il lavoratore può usufruire, vanno poi sottratte le addizionali comunali e regionali per arrivare alla cifra che rappresenta la retribuzione netta in busta paga.

 

Nel calcolo busta paga dal lordo al netto vanno eventualmente aggiunte alla retribuzione netta:

 

 

Calcolo stipendio netto: un esempio

Un esempio pratico e comune, ti sarà di aiuto nel capire come leggere la busta paga.

Immaginiamo una dipendente che ha una retribuzione annua lorda di 21070. Come si calcola lo stipendio netto?

Da questo valore, considerando che sci troviamo di fronte a un CCNL con 14 mensilità, possiamo arrivare al calcolo stipendio netto, anche considerando qualche variabile che incide sulla cifra;

  1. Retribuzione Lorda = retribuzione ordinaria (da contratto ) 1505,14+ Premio (voci eventuali ) 9982503,14
  2. Imponibile fiscale=Retribuzione lorda – contributi previdenziali 9,19%= 2503,14– 230,042273,10
  3. Imponibile fiscale 2273,10 – Trattenute IRPEF(lorde) 599,82+ detrazioni (Eventuali ) 71,43– addizionali varie 30 = Retribuzione Netta 1714,71

Alla retribuzione netta sommiamo quelle somme tipo ex bonus renzi o assegni per il nucleo familiare , per esempio 128, quindi retribuzione netta 1741,71+ ANF 128 =1869,71 Retribuzione netta in busta.

 

Consulenti del lavoro Napoli per elaborazione buste paga

 

Domenico Rea, consulente del lavoro a Napoli iscritto all’ordine dei consulenti del lavoro di Napoli , da anni aiuta aziende di diverse dimensioni e operanti in diversi ambiti a ottimizzare i processi e digitalizzarli.

Non solo nell’ambito dell’elaborazione buste paga, ma anche in altri aspetti della gestione del rapporto tra azienda e lavoratore:

  • welfare aziendale
  • risoluzione vertenze di lavoro
  • gestione contabile
  • amministrazione del personale

 

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